Prezzi carburanti a un bivio: benzina e diesel sfiorano i 2 euro

  • By Natalizia Station
  • Maggio 5, 2026
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Prezzi carburanti a un bivio: benzina e diesel sfiorano i 2 euro

La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma, alimentata da una combinazione di fattori macroeconomici e tensioni sui mercati internazionali dei prodotti raffinati.

Le ultime rilevazioni settimanali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e del Mimit confermano una tendenza al rialzo che mette a dura prova le tasche degli automobilisti italiani, con ricadute dirette anche sui costi di trasporto delle merci.

La media nazionale in modalità self service si è attestata intorno a 1,93-1,95 euro/litro per la benzina, mentre il gasolio viaggia su livelli speculari, azzerando di fatto lo storico scarto a favore del comparto diesel a causa della forte domanda industriale di distillati medi. Sulla rete autostradale, storicamente gravata da costi di gestione e royalty più elevati, la soglia psicologica dei 2 euro al litro è già stata ampiamente superata, registrando picchi preoccupanti soprattutto nelle tratte a maggiore densità di traffico.

“We can easily manage if we will only take, each day, the burden appointed to it. But the load will be too heavy for us if we carry yesterday’s burden over again today, and then add the burden of the morrow before we are required to bear it factorial non.”
Rebert Kosta

Il fattore accise e l’incertezza della proroga

A pesare sul futuro immediato dei listini è la scadenza dei decreti governativi sul taglio delle accise, una misura che ha rappresentato il principale ammortizzatore sociale contro l’inflazione energetica negli ultimi mesi.

Dopo la proroga tecnica che ha ridotto lo sconto sulla benzina portandolo a 5 centesimi (mantenendo a 20 centesimi quello sul gasolio per tutelare parzialmente l’autotrasporto e la logistica), il mercato guarda con apprensione alla data del 22 maggio. Senza un nuovo intervento di proroga da parte dell’esecutivo, che deve fare i conti con i vincoli di bilancio e le indicazioni europee sui sussidi fossili, dal 23 maggio il ritorno all’accisa piena potrebbe tradursi in una vera e propria stangata, spingendo la verde stabilmente sopra i 2 euro e il diesel verso quota 2,20 euro al litro nel giro di pochissimi giorni.

Le dinamiche dei grandi marchi alla pompa

Le strategie delle compagnie petrolifere riflettono pienamente lo stato di incertezza globale, con continui aggiustamenti dei prezzi consigliati che cercano di bilanciare la difesa dei margini industriali e la competitività sul territorio.

Presso i marchi leader della rete ordinaria, i prezzi del self-service mostrano oscillazioni minime ma costanti verso l’alto, segno di una pressione rialzista che i gestori faticano ad assorbire ulteriormente. Al contempo, la modalità “servito” sconta ricarichi significativi, legati al costo della manodopera e ai servizi accessori, che in molti impianti urbani ed extraurbani superano agevolmente i 2,15 euro/litro. Gli operatori del settore rimangono in attesa delle decisioni del Consiglio dei Ministri, da cui dipenderà non solo la tenuta complessiva dei consumi nel Paese, ma anche la stabilità finanziaria e i margini operativi per l’intera rete di distribuzione e per i singoli gestori.

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